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CD - Fleshgod Apocalypse - Agony

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Moderatore: Something Wild

CD - Fleshgod Apocalypse - Agony

Messaggiodi Leadingtherats il 23 gen 2012 17:24

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1. Temptation
2. The Hypocrisy
3. The Imposition
4. The Deceit
5. The Violation
6. The Egoism
7. The Betrayal
8. The Forsaking
9. The Oppression
10. Agony

Oh, io sono per loro.
Li ho visti diverse volte dal vivo e hanno sempre spaccato. Sono felice che siano passati a una casa discografica importante come la Nuclear Blast. Sono stracontento che abbiano la possibilità di farsi conoscere e tenere alta la bandiera italiana nel mondo andando in tour all'estero con gruppi di fama e rilievo internazionali.

Ciò premesso, e lo dico con la morte nel cuore, a me questo disco è piaciuto meno di zero.

Potremmo definirlo symphonic brutal death metal. Ovvero: death suonato a mille all'ora, ma con l'aggiunta di orchestrazioni classiche. Che detto così non suona nemmeno male. Però...

Le chitarre sono oscene. Hanno un suono talmente compresso che quasi non si riesce a distinguere quale nota stiano suonando, e inoltre escono bassissime dal mixaggio. Quanto poi al riffing, per lo più è meno che elementare: chitarre e basso si limitano a seguire la batteria nei suoi blastbeats sparati a velocità terrificante, lasciando il proscenio alla componente sinfonica.

La batteria, come accennato sopra, viaggia per la gran parte dell'album a velocità mostruose, in blastbeat e doppia cassa fissa. Densa, senza tregua, asfissiante. Troppo, cazzo, troppo. Dopo un po' inizia seriamente ad annoiare.

E veniamo alle famose orchestrazioni. Che avrebbero dovuto essere il punto di forza del disco, e che invece a mio avviso ne rappresentano il punctum dolens.
Credo che musica classica e death metal non siano proprio le due cose meglio conciliabili del mondo. Sono un po' come certe coppie: se ognuno dei due piccioncini ha i suoi spazi tutto va bene, se stanno insieme sempresempresempre dopo un po' volano i piatti. Ecco, così anche nel symphonic death c'è bisogno di dare a death e classica il loro rispettivo spazio, di trovare il giusto bilanciamento tra le due componenti. Operazione in cui, a mio avviso, i FA non sono affatto riusciti.
Le orchestrazioni sono onnipresenti, anche dove non dovrebbero stare. Sbaragliano costantemente le chitarre pure nelle parti più violente. Inoltre, pur formalmente ineccepibili, le parti sinfoniche sembrano semplicemente giustapposte a quelle più propriamente death, suonano disorganiche rispetto a chitarre e batteria, paiono spesso appiccicate con lo sputo. E talvolta, nelle loro velleità wagneriane, sconfinano nella pacchianeria. Il risultato, purtroppo, in non pochi passaggi rasenta il grottesco.

Altra pecca: i pezzi, nella loro velocità parossistica, si somigliano quasi tutti. E' tutto troppo monotono, né i rari rallentamenti riescono a dissipare la sensazione di stare ascoltando sempre la stessa canzone.

Infine, ahimé, eccoci alle voci pulite, delle quali si occupa il bassista. Ridicolmente acute, strillate, "strappate", danno un fastidio tremendo. E sì che, a mio avviso, il bassista saprebbe anche cantare; solo che si ostina ad arrampicarsi a tutti i costi su note che sono al limite del suo range vocale, se non proprio fuori dal medesimo. O i FA si prendono un cantante che sia in grado di arrivare a quelle altezze, o abbassano le clean vocals di un'ottava: questo cantato è semplicemente inascoltabile.

Rileggendo la mia recensione, mi sono reso conto una volta di più che di questo disco non mi è piaciuto proprio nulla. Forse salvo appena qualche sprazzo qua e là in cui riffing e orchestrazione si sono sposati particolarmente bene, ma il resto è a mio avviso tutto da buttare.
E mi dispiace parecchio, perché questi ragazzi hanno davvero dei numeri.
"Non ho mai ucciso nessuno che non meritasse d'essere ucciso, secondo gli standard correnti del nostro modo di vivere. Non ho mai distribuito materiale osceno da utilizzare a fini di masturbazione: ho accettato di parlare con Peter e Bax Engleking solo perché ero affezionato al loro padre, possa Dio dare pace all'anima sua, anche se era un fottuto crucco. Non uccido spettatori innocenti, perché è mitzvah, un comandamento, e io rispetto i Dieci Comandamenti, quando il lavoro me lo permette."

Meyer Harris "Mickey" Cohen
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Re: CD - Fleshgod Apocalypse - Agony

Messaggiodi Xipe Totec il 07 ago 2012 11:24

Per me é un buon lavoro! :cor
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